1. Che cos’è lo zinco e perché se ne parla per l’acne?
Lo zinco è un minerale essenziale. L’organismo lo usa per la funzione immunitaria, la guarigione delle ferite, la riparazione della barriera cutanea e la normale crescita cellulare. Poiché l’acne coinvolge infiammazione, batteri, ghiandole sebacee e pori ostruiti, lo zinco è stato studiato sia come integratori orali di zinco sia come ingrediente topico.
L’argomento più forte a favore dello zinco non è che «ripulisca la pelle» in un generico senso cosmetico. È che la pelle a tendenza acneica può infiammarsi in risposta a Cutibacterium acnes, il batterio della pelle un tempo chiamato Propionibacterium acnes. Negli studi di laboratorio, lo zinco sembra in grado di attenuare parte di questa segnalazione infiammatoria.
Una revisione sistematica e meta-analisi del 2020 ha rilevato che le persone con acne avevano livelli sierici medi di zinco più bassi rispetto a quelle senza acne. Ha anche rilevato che il trattamento con zinco migliorava il numero di papule infiammatorie nei trial analizzati insieme. Questo sostiene l’idea che lo zinco possa essere rilevante, ma non dimostra che un basso livello di zinco causi l’acne o che chiunque abbia l’acne debba assumere un integratore.
2. Come potrebbe agire lo zinco nell’acne
Lo zinco ha diversi possibili meccanismi d’azione compatibili con l’acne infiammatoria.
Innanzitutto, può attenuare la risposta immunitaria della pelle a C. acnes. Nella ricerca di laboratorio, i sali di zinco hanno ridotto l’attività del recettore Toll-like 2 nei cheratinociti. I cheratinociti sono le cellule principali dello strato più esterno della pelle e il recettore Toll-like 2 è uno dei «sensori» immunitari che possono amplificare l’infiammazione dell’acne.
In secondo luogo, lo zinco può ridurre alcuni segnali di stress infiammatorio nella pelle. Un altro studio sui meccanismi ha rilevato che gli estratti di C. acnes aumentavano l’attività dell’ormone di rilascio della corticotropina (corticotropin-releasing hormone) nei campioni di pelle, mentre i sali di zinco riducevano quella risposta. È utile saperlo perché i segnali infiammatori legati allo stress possono peggiorare l’acne in alcune persone. Lo zinco è uno dei vari nutrienti studiati in quest’area, insieme a temi correlati come selenio per l’acne e l’infiammazione cutanea e vitamina D per l’acne.
In terzo luogo, lo zinco può avere lievi effetti antibatterici. Questo non lo rende equivalente agli antibiotici, ma può aiutare a spiegare perché lo zinco sia stato studiato insieme agli antibiotici topici.
In quarto luogo, lo zinco potrebbe influenzare le vie legate al sebo. Il sebo è il materiale oleoso prodotto dalle ghiandole sebacee. Qui però le prove sono più deboli. Uno studio clinico meccanicistico ha rilevato una piccola diminuzione degli acidi grassi liberi sulla superficie cutanea dopo l’assunzione orale di zinco, ma il risultato non era statisticamente significativo. È quindi corretto dire che lo zinco può influenzare la chimica legata al sebo, ma non è ben dimostrato come trattamento per ridurre il sebo.
3. Cosa dicono le prove
Il quadro clinico è contrastante. Lo zinco sembra più promettente per l’acne infiammatoria che per l’acne comedonica, che consiste soprattutto in punti neri e punti bianchi. Sembra anche più un’opzione dal beneficio modesto che un sostituto del perossido di benzoile, retinoidi topici o delle terapie su prescrizione.
- Una meta-analisi del 2020 ha rilevato livelli sierici di zinco più bassi nelle persone con acne e un miglioramento significativo del numero di papule infiammatorie con il trattamento a base di zinco. Gli autori hanno comunque dovuto lavorare su un gruppo eterogeneo di studi, molti dei quali datati.
- Una revisione del 2023 pubblicata su JAMA Dermatology sui nutraceutici orali ha rilevato che i trial sullo zinco erano incoerenti. Tra 15 studi sullo zinco, alcuni trial di qualità discreta o scarsa hanno trovato benefici, mentre altri no.
- In un ampio studio in doppio cieco del 2001, 30 mg di zinco elementare sono stati confrontati con 100 mg di minociclina per tre mesi. Lo zinco ha aiutato alcuni pazienti, ma la minociclina è stata chiaramente più efficace, con successo clinico nel 63,4% del gruppo minociclina contro il 31,2% del gruppo zinco.
Lesioni infiammatorie: I trial analizzati insieme suggeriscono che lo zinco possa migliorare il numero di papule.
Studi contrastanti: Una revisione del 2023 ha rilevato risultati incoerenti tra gli studi sullo zinco.
Non di prima linea: La minociclina ha superato lo zinco in uno studio di 3 mesi.
Fonti: meta-analisi di Dermatologic Therapy; revisione di JAMA Dermatology; linea guida EuroGuiDerm sull’acne; linea guida dell’American Academy of Dermatology sull’acne.
Le linee guida riflettono questa incertezza. La linea guida EuroGuiDerm 2025 sull’acne afferma che lo zinco orale può essere preso in considerazione per l’acne papulo-pustolosa lieve o moderata, ma solo con una raccomandazione debole. Afferma anche che non ci sono prove sufficienti per raccomandare lo zinco orale come terapia di mantenimento dell’acne.
La linea guida dell’American Academy of Dermatology non include lo zinco tra i trattamenti principali raccomandati per l’acne. Le opzioni raccomandate comprendono perossido di benzoile, retinoidi topici, antibiotici topici, acido azelaico, acido salicilico, alcuni antibiotici orali, trattamenti ormonali e isotretinoina. In altre parole, lo zinco resta fuori dalla cura standard di prima linea.
Per la prevenzione, le prove sono ancora più limitate. I trial studiano in genere persone che hanno già l’acne. Non ci sono buone prove che lo zinco prevenga la comparsa dell’acne in persone che altrimenti non sono carenti. Per avere un quadro più ampio del posto dello zinco tra gli integratori per l’acne, è utile confrontarlo con le prove disponibili per altre opzioni nutrizionali.
4. Quali forme di zinco sono le più studiate?
La questione della forma è importante perché «zinco» su un’etichetta può significare cose diverse. Le etichette degli integratori di solito indicano lo zinco elementare, cioè la quantità effettiva di minerale fornita. Il numero più alto nel nome del composto — per esempio 200 mg di gluconato di zinco — non equivale a 200 mg di zinco elementare.
Le forme orali di zinco meglio studiate per l’acne sono il gluconato di zinco e il solfato di zinco.
Il gluconato di zinco ha alcune delle prove più chiare specifiche per l’acne. In uno studio controllato con placebo sul gluconato di zinco a basso dosaggio, sono stati usati 200 mg di gluconato di zinco al giorno, pari a circa 30 mg di zinco elementare, per l’acne infiammatoria. Le revisioni successive lo citano spesso come uno degli studi positivi sullo zinco di qualità migliore. Anche il confronto del 2001 con la minociclina usava 30 mg di zinco elementare e ha mostrato che lo zinco può aiutare, anche se meno di un antibiotico orale standard.
Il solfato di zinco ha prove più vecchie e più contrastanti. Alcuni studi hanno trovato un miglioramento, compreso un primo studio in doppio cieco in cui il 58% dei pazienti è migliorato dopo 12 settimane. Ma altri lavori hanno dato esito negativo, incluso uno studio controllato con placebo in maschi con acne moderata che non ha trovato differenze statisticamente significative nel numero di lesioni, nonostante vi fossero prove di assorbimento dello zinco. I trial sul solfato di zinco hanno inoltre spesso usato dosi più alte, che possono aumentare gli effetti indesiderati a carico dello stomaco.
Vale la pena citare il citrato di zinco, ma con una precisazione. Uno studio di assorbimento in giovani adulti ha rilevato che il citrato di zinco e il gluconato di zinco venivano assorbiti in modo simile e che entrambi venivano assorbiti meglio dell’ossido di zinco. Questo rende il citrato di zinco una forma ragionevole come integratore nutrizionale, ma non è stato studiato in modo altrettanto diretto sugli esiti dell’acne.
L’ossido di zinco non è la scelta migliore per l’integrazione orale nell’acne. È comune ed economico, ma nelle ricerche disponibili sull’assorbimento sembra essere assorbito meno bene del citrato o del gluconato di zinco. Inoltre non è una delle principali forme orali supportate dai trial sull’acne.
Lo zinco topico convince meno. Una revisione Cochrane ha concluso che il beneficio clinico dello zinco topico per l’acne non è chiaro. Un piccolo studio in doppio cieco di 12 settimane su una soluzione di solfato di zinco al 2% non ha trovato alcun beneficio rispetto al placebo e ha rilevato più irritazione. Gli studi più vecchi sull’eritromicina topica associata allo zinco sembravano più promettenti, ma il beneficio potrebbe essere dipeso soprattutto dall’antibiotico. La gestione moderna dell’acne è anche più prudente riguardo alla resistenza agli antibiotici e EuroGuiDerm non raccomanda l’associazione fissa di eritromicina e zinco.
Una graduatoria pratica basata sulle prove attuali sarebbe questa: il gluconato di zinco è la forma orale più ragionevole da considerare; il solfato di zinco ha dati sull’acne ma tollerabilità e risultati più contrastanti; il citrato di zinco può essere ben assorbito ma non è ben dimostrato per l’acne; l’ossido di zinco è una scelta orale più debole; lo zinco topico da solo non è ben supportato. Se si confrontano opzioni da banco, conviene leggere analisi basate sulle prove di approcci correlati come omega-3 per l’acne e vitamina B5 per l’acne separatamente, invece di presumere che tutti gli integratori funzionino allo stesso modo.
5. Considerazioni pratiche
Se si usa lo zinco per l’acne, andrebbe considerato come un tentativo a tempo limitato con un termine ben definito, non come un’abitudine ad alte dosi a tempo indeterminato.
Molti studi sull’acne sono durati circa 12 settimane. È un periodo sensato perché le lesioni acneiche richiedono tempo per evolvere. Se dopo circa tre mesi non si vede un miglioramento, continuare difficilmente sarà utile.
L’indicazione di dosaggio più utile nella pratica è di circa 30 mg di zinco elementare al giorno, soprattutto dagli studi sul gluconato di zinco. Alcuni trial più vecchi e alcune linee guida includono dosi più alte del sale, come da 60 a 200 mg di gluconato di zinco o da 220 a 411 mg di solfato di zinco al giorno, ma questi numeri si riferiscono al composto di zinco, non sempre alla quantità di zinco elementare. Ecco perché è essenziale leggere sulla confezione la voce «zinco elementare».
Lo zinco ha più probabilità di avere senso per l’acne infiammatoria lieve o moderata, soprattutto se la dieta è povera di zinco o si sospetta una carenza. È meno probabile che basti per acne nodulare grave, acne con cicatrici, acne ormonale persistente dell’adulto o acne che non ha risposto al trattamento standard.
6. Sicurezza
Lo zinco è essenziale, ma di più non significa automaticamente meglio. Il livello massimo di assunzione tollerabile per gli adulti è di 40 mg al giorno complessivi tra alimenti e integratori. Alcuni trial sull’acne hanno usato dosi vicine o superiori a questo intervallo, quindi è ragionevole seguire le indicazioni di un professionista sanitario.
Gli effetti indesiderati più comuni sono nausea, mal di stomaco, vomito, diarrea e sapore metallico. Sono più probabili con dosi più alte o quando lo zinco viene assunto a stomaco vuoto.
Problemi più seri possono comparire con l’uso prolungato di zinco ad alte dosi. L’Ufficio degli integratori alimentari del NIH avverte che 50 mg al giorno o più per settimane possono contribuire a una carenza di rame, mal di testa, perdita di appetito, riduzione del colesterolo HDL e compromissione della funzione immunitaria. Una carenza di rame importante può causare anemia e problemi ai nervi.
Lo zinco può anche interferire con alcuni antibiotici, soprattutto quelli della classe delle tetracicline come doxiciclina e minociclina, e con gli antibiotici chinolonici. Questi farmaci possono legarsi allo zinco nell’intestino, riducendo l’assorbimento. Se viene prescritto uno di questi antibiotici, è bene chiedere al medico o al farmacista a quale distanza assumerli.
La gravidanza richiede particolare cautela. Lo zinco è necessario in gravidanza, ma l’integrazione ad alte dosi oltre il normale intervallo raccomandato non è stata studiata bene in termini di sicurezza in gravidanza. Chi è in gravidanza, sta cercando di concepire o allatta dovrebbe evitare le dosi di zinco usate per l’acne, salvo diversa indicazione di un professionista sanitario.